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Stefano Zanoli
compositore
Roma, 1958

Nato a Roma nel 1958, dalla fine degli anni 70 ha intrapreso una ricerca che partendo dalla sua formazione teatrale alla “Scuola del Piccolo Teatro di Milano” lo ha portato ad esplorare ambiti interdisciplinari della comunicazione estetica. Ha studiato composizione musicale elettronica presso il conservatorio “G. Verdi” di Milano realizzando presso gli Studi di Fonologia della Rai materiali per vari lavori teatrali fra cui “Suite” per danzatrice e nastro magnetico (1980), le parti elettroniche dello spettacolo “Soft Machine” sulla poesia beat americana con la collaborazione del trio di Gaetano Liguori (1981). Composizioni elettroniche esclusivamente musicali sono “Wowey – tramonto al 5° piano” per saxofono e nastro magnetico, scritta per Gianluigi Trovesi e “Rytuè Yriyé” realizzata con la collaborazione del clarinettista Stefano Barbaglia. La sua ricerca si è concentrata in particolar modo sul gesto sonoro della vocalità nel linguaggio poetico in un percorso affine alle esperienze di Demetrio Stratos, per ciò che concerne la tecnica vocale, e di Carmelo Bene per quanto riguarda l’approccio metamusicale del gesto teatrale. Una ricerca, la sua, che lo ha portato a spaziare anche nelle arti visive, nel video e nella letteratura. Sue recenti realizzazioni musicali sono l’opera acusmatica “Prometeo”, gli “Appunti apocrifi per Apocalipsis cum figuris di Adrian Leverkühn” su testi del poeta Marco Salvatico e la versione per pianoforte e voce di Ursonate di Kurt Schwitters.


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